Cucinare 2017, uno scorcio di Friuli

Tra l’11 e il 14 Febbraio, si è svolta presso il polo fieristico di Pordenone un’interessante fiera eno-gastronomica Cucinare. Più di 18.000 visite ai 150 stand espositivi di tutte le regioni d’Italia, ma spicca un’ intensa presenza di prodotti friulani.Per chi come me è alla ricerca di in formazioni sulle nostre eccellenze, per i golosi, per gli operatori del settore o semplicemente per chi vuole assaggiare questa fiera è un vero e proprio paese dei balocchi.

Eventi e incontri formativi, show cooking di stelle michelin e stars televisive si sono susseguiti per riempire intensamente questi quattro giorni.
Con mio grande dispiacere non ho fatto in tempo a prenotarmi a nessuno degli eventi in calendario, perciò mi sono fatta sfuggire da sotto il naso la possibilità di assaggiare piatti creati dai alcuni tra i migliori chef del Paese, e non solo. Infatti, nella giornata di Lunedì, un ospite particolare presidiava i fornelli dell’arena stars cooking Credit Agricole Friuladria: Paolo Casagrande, chef del ristorante Le Sarte di Barcellona, partito dalla provincia di Pordenone e passato per le migliori cucine d’Europa, il giovane cuoco è stato insignito con tre stelle dalla Guida Michelin ( unico in Barcellona). Tra i grandi, una menzione con particolare orgoglio va agli stellati di casa nostra Emanuele Scarello degli Amici di Godia (Ud),  Alberto Tonizzo di Al Ferarut di Rivignano (Ud).
A tutti gli eventi si accede su prenotazione on-line o in loco, alcuni gratuiti, altri con una spesa tra i 5€ e i 10€, piatti particolari, ricercati, preparazioni molto elaborate che richiedono più giorni di preparazione abbinati a vini di tutto rispetto serviti da sommelier in divisa. Oltre alla possibilità di assaggiare c’era anche quella di fare, infatti, durante i quattro giorni di fiera si sono svolti dei corsi formativi di cucina con partecipazione gratuita organizzati da ERSA in collaborazione con varie Por Loco in cui si poteva mettere effettivamente le mani in pasta e imparare a preparare i piatti della nostra tradizione.

Non  sono certo passati inosservati i temi più scottanti del momento nel universo  culinario, infatti, molti sono stati gli eventi  a tema bio, vegan o intolleranze. Inoltre un grande spazio all’interno di uno dei padiglioni principiali è stato riservato alle 16 imprese provenienti dai paesi terremotati del centro Italia, ai quali verrà devoluto il ricavato degli eventi di solidarietà a tema Amatriciana.

Un piccolo spazio è stato addirittura riservato allo stand degli amici del Toscano dove si poteva osservare un’operatrice arrotolare aromatiche foglie di tabacco. Molte le degustazioni e le collaborazioni con cantine e cuochi per trovare gli abbinamenti più singolari che esaltino il gusto non solo del sigaro.

Ampia anche la cornice dei presidi slow food di casa nostra, dall’olio di Triste alla cipolla di Cavasso, passano per la Rosa di Gorizia fino al Pan di Sorc, senza dimenticare Pittina e Ladric di Mont, numerosi i produttori elicimachiati a rappresentanza della Regione.

Nel rispetto di tendenze, tradizioni, innovazione, territorialità e condivisione, “Cucinare per mestiere, per passione”  è un evento davvero interessante dove si respira un aria frizzante e creativa. Si coglie la passione degli organizzatori e dei collaboratori per il cibo in ogni sua declinazione.

Sicuramente merita una visita..unica cosa ricordatevi di prenotare in anticipo o rischiate di perdervi il meglio!!

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tamara

Ciao sono Tamara, una ragazza friulana, innamorata della sua terra e amareggiata del fatto che nessuno, o quasi, sappia quanto è meraviglioso il Friuli Venezia Giulia.
Girando il mondo, per quel poco che ho potuto, tutte le volte che mi si chiedeva da dove venivo, la risposta dell’interlocutore era sempre la stessa: “non so dove sia”. Ti ritrovi allora a dire…”a 100km da Venezia”. Ok, ma la nostra regione è degna di un nome, di un ricordo, di un’immagine, nella mente di ogni persona e quindi mi chiedo, perché non è così??
Ecco, da questo pensiero nasce la mia voglia di andare alla scoperta dei piccoli tesori che custodiamo tra le nostre pianure, il nostro mare e le nostre montagne, già, perché qui non manca nulla, se non la voglia di mostrarlo agli altri.