Ma lo sapete quanto è bella la laguna??

La natura a volte crea cose straordinarie, spesso l’uomo però tende a distruggerle, o a non coglierne l’essenza. La Riserva Naturale Canal Novo a Marano Lagunare invece, è uno splendido esempio di conservazione, amore e legame al territorio. Un piccolo lembo di terra, per metà sommersa, fa da casa a svariate specie di volatili, e non solo. Tra le melmose zolle frammentate della riserva si possono vedere anatre, cigni, falchi con gran facilità. Si possono avvistare, a seconda delle stagioni, e dei flussi migratori, un gran numero di esemplari. I dati parlano di circa 300 specie, su 550 presenti in Europa, che si sono fatte vedere da queste parti nel corso degli anni. La riserva del Canal Novo, non è la sola presente in Regione; la principale, per estensione e anzianità, si trova alle foci dello Stella (la visiterò al più presto). Dal 1992, ha aperto i battenti questo piccolo angolo di paradiso, che è stato sviluppato su una fetta di territorio che un tempo era una valle da pesca. Seguendo il percorso, ben ricreato all’interno dell’area si arriva all’osservatorio dal quale potrete godere di un panorama eccezionale, se non siete interessati al birdwatching. Nella parte inferiore della struttura si trova anche una sala con alcune vasche contenenti i pesci tipici della laguna: anguille, passere, orate e gamberi sono solo alcuni esempi…vedrete anche dei buffi cavallucci marini far capolino tra le alghe tipiche dei nostri fondali!

La riserva è anche dotata di una struttura, un casone, nella quale potrete bervi un te caldo o assaggiare qualche buon piatto di pesce.

Il biglietto costa la modica cifra di € 5,00, € 3,50 il ridotto…vi posso assicurare che anche solo per la sensazione di pace che questo luogo quasi incantato trasmette, sarete ben felici di averli spesi alla fine della vostra passeggiata. Da breve tempo, è stata inserita anche una foresteria, moderna e attrezzata per accogliere fino a 60 persone e per dare la possibilità di godere della bellezza incantata di questo luogo dall’alba al tramonto.

In estate queste zone della bassa pianura friulana sono affollate di zanzare, quindi, come periodo vi suggerisco i mesi primaverili, oppure un potentissimo anti-zanzare. I colori di cui si veste la laguna in autunno o in inverno comunque, secondo me, sono spettacolari.

Nella riserva arrivano più o meno 12.000 visitatori all’anno, 20.000 se consideriamo anche le scuole..se pensate che, solo in Friuli vivono poco più di millione e duecentomila persone..è mai possibile che non vogliano vedere così tanta bellezza sotto casa loro??

Per tutte le informazioni necessarie, prenotazioni di visite guidate, pasti, o pernottamenti cercate il sito della riserva che a breve sarà operativo.

Alla ricerca del tesoro nel bosco di Muzzana del Turgnano

“Tartufo???…a Muzzana??? Nooo, non ci credo”

Ecco, questa è la frase più frequente che ci si sente dire quando si parla del tartufo bianco pregiato di Muzzana del Turgnano. Un tesoro, tanto raro quanto sconosciuto.

Il bosco di questo piccolo paese della bassa friulana è terreno fertile per la riproduzione dell’aromatico fungo. Ogni anno, durante l’ultimo weekend di Novembre si tiene la fiera “Tìfule in Fieste”, dove si possono gustare prelibatezze al gusto di tartufo. In uno stand allestito come un vero e proprio ristorante, con tanto di tavoli rotondi dalle candide tovaglie, cuochi professionisti in divisa da chef, dietro ai fornelli delle loro postazioni, cucinano sotto al vostro naso uovo, tartare di manzo, toç in braide, tagliatelle e filetto aromatizzati al tartufo.

Nel carnet degli eventi è inclusa anche una particolare asta di beneficenza, durante la quale, proprio come da Christie’s, si fanno le offerte a rialzo, per potersi accaparrare qualche grammo di goduria gustativa. Il ricavato dell’astata viene poi devoluto in beneficenza.

Tenete presente, che durante questo evento è possibile, prenotandosi, approfittare di un’iniziativa, a mio parere davvero speciale, cioè, passeggiare per il bosco di Muzzana, accompagnati dai professionisti dell’associazione e dai loro segugi, partecipando alla caccia al tesoro più gustosa della storia. Vi posso assicurare che addentrarsi in quel bosco, vestito d’autunno, vale sicuramente il peso della levataccia di Domenica mattina. è importante chiarire che, chi conduce la squadra di ricerca è sempre un professionista, dotato di patentino da raccoglitore, rilasciato dall’ ERSA FVG. Se non si è in possesso di tale licenza, si è passivi di sanzione. Il tartufo, comunque, non si trova tutto l’anno, proprio come la maggior parte dei funghi, si raccoglie tra Ottobre e Novembre, periodo in cui raggiunge il suo picco aromatico. Il naso dei Lagotti, segugi adatti a svolgere questa delicata e minuziosa ispezione del bosco, riescono a fiutare la scia anche a 200 metri di distanza. Una volta raccolto, non si conserva per più di cinque giorni.

Dopo essersi fatti negli anni fregare il loro prezioso bene da appassionati provenienti dalle più svariate regioni d’Italia, alcuni abitanti del posto, hanno fondato nel 2005 l’associazione Amatori tartufo di Muzzana. Tra i trofei più degni di nota, spicca un pezzo da 134 grammi raccolto durante questa stagione.

I boschi di questo anonimo paesino, grazie alle inondazioni subite negli anni, a causa dell’innalzamento del livello dell’acqua della vicina laguna, si sono arricchiti di nutrienti e di minerali, che rendono i tartufi di queste parti, a detta degli esperti, competitivi, per caratteristiche organolettiche, con i giganti di Alba.

Per altre informazioni o dettagli riguardo al tartufo bianco pregiato di Muzzana, si può trovare i contatti dell’associazione degli amatori sul loro sito internet.