Antonia Klugman: umiltà stellata

Miglior cuoca dell’anno 2017, eletta dalla prestigiosa guida dell’Espresso. Un riconoscimento che fa seguito ad una storia di successi, iniziata con il titolo di novità dell’anno per la guida Gambero Rosso nel 2014.
Un ristorante dallo stile molto pulito: pietra, legno e vetro, niente fronzoli o arredi pacchiani, solo semplicità e tradizione, valori che si rispecchiano anche nei piatti.
Tutto nasce dalla capacità della chef stellata Antonia Klugman, di trasmettere ciò che la rappresenta: umiltà.
Andandoci, ve ne accorgerete anche dalla collocazione. Il covo della rinomata cuoca, si trova in una valle tra i pendii delle colline del collio, che sembrano quasi custodirlo gelosamente dal resto del mondo.
Passando tra i tavoli, a fine serata, racconta la sua storia con un fondo quasi di incredulità per il risultato ottenuto. Cuoca auto-didatta, figlia di medici triestini e con una carriera da avvocato in vista, la Klugman, si è ribellata alla via segnata del destino, per crearsi da sola il suo futuro. Dopo aver lasciato la facoltà, è partita dal basso, ma nessuno degli ostacoli trovati lungo la strada, ha impedito a questa maga dei fornelli, di raggiungere l’olimpo stellato.

Da dove nasce il suo successo??..credo dalla sua tenacia, almeno è quello che sono riuscita a captare parlando con lei al termine di una fantastica cena consumata all’Argine di Vencò.
Lei stessa racconta di non aver mai avuto un orto o delle piante da coltivare, essendo cresciuta in città a Trieste, eppure, ora la sua cucina, meritatamente stellata, gira intorno al microcosmo del suo giardino, del suo orto e delle sue piante.

La strada che ha percorso, insieme al marito Romeo De Feo, è stata lunga e perigliosa, fatta di successi e di fatiche immense. I due hanno inseguito insieme il sogno di realizzare il loro ristorante tra i pendii del Collio, e così è stato.
Partendo dalla gavetta come lavapiatti, la Klugman ha scalato a  piccoli passi la vetta aprendo nel 2009 il suo primo ristorante a Pavia di Udine. Il destino poi l’ha portata verso i lidi veneziani, dietro i fornelli del ristorante Ridotto, presso il quale ha lavorato mentre il  signor Romeo, che la affiancava in sala, nei giorni liberi seguiva l’avanzamento dei lavori per la realizzazione dell’Argine.

Nel ristorante, pochi tavoli, pochi cuochi, soltanto 5 presone in cucina e da meno di un anno, ci dice, perché da quando è arrivata la stella sono aumentanti anche gli avventori, così il suo staff è dovuto crescere da due a cinque persone, compresa lei ovviamente, che a fine serata non manca di passare tra i tavoli per i saluti, da tutti attesi con curiosità.

Nei piatti troverete solamente prodotti di stagione, raccolti a mano, e coltivati con passione dalla suocera. Erbe selvatiche aromatiche e alimenti spartani, assumono, passando dalla sua cucina, una declinazione sublime.
Personalmente, il piatto che più mi ha colpito è stato il midollo con i broccoli. Niente di poi così diverso rispetto al solito, ma colori sgargianti, gusti semplici e contrasti tra le consistenze, hanno reso ogni boccone qualcosa di memorabile.
Quasi incantata dalla storia di questa grande eccellenza friulana, colgo l’occasione per rivolgere i miei più grandi complimenti alla chef Klugman e vi esorto, almeno una volta nella vita, a provare qualcosa di diverso. Andatela a trovare in questo piccolo angolo incastonato tra le colline di Dolegna del Collio, regalando alle vostre papille gustative un’esperienza memorabile.

 

Pubblicato da

tamara

Ciao sono Tamara, una ragazza friulana, innamorata della sua terra e amareggiata del fatto che nessuno, o quasi, sappia quanto è meraviglioso il Friuli Venezia Giulia.
Girando il mondo, per quel poco che ho potuto, tutte le volte che mi si chiedeva da dove venivo, la risposta dell’interlocutore era sempre la stessa: “non so dove sia”. Ti ritrovi allora a dire…”a 100km da Venezia”. Ok, ma la nostra regione è degna di un nome, di un ricordo, di un’immagine, nella mente di ogni persona e quindi mi chiedo, perché non è così??
Ecco, da questo pensiero nasce la mia voglia di andare alla scoperta dei piccoli tesori che custodiamo tra le nostre pianure, il nostro mare e le nostre montagne, già, perché qui non manca nulla, se non la voglia di mostrarlo agli altri.